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Radioamatori

•26 marzo, 2008 • Lascia un commento

  

I Radioamatori sono Sperimentatori del mezzo radio.


La radio stessa, intesa come mezzo per comunicare, è nata grazie ad un giovane appassionato sperimentatore, prototipo del Radioamatore: Marconi.

Da allora ad oggi la sperimentazione ha intrapreso strade diverse secondo interessi diversi.

·        Sfruttamento commerciale del mezzo radio (network televisivi e radiofonici, telefonia cellulare… ).

·        Interessi strategico-militari (necessità di comunicare in forma riservata o, al contrario, di spiare le comunicazioni… ).

·        Un sano desiderio di conoscenza privo di secondi fini (Radioamatori).

I radioamatori ed i CB
Il radioamatore (in gergo OM che sta per Old Man) è una figura diversa dal CB. Le differenze sono dettate dal fatto che il Radioamatore è uno sperimentatore e per operare come tale deve necessariamente dare prova della sua competenza al Ministero delle Comunicazioni superando un esame (oramai solo di elettronica e/o altre branche della fisica). Ciò è necessario in quanto, come vedremo, il Radioamatore sarà abilitato all’uso di apparecchiature prive di certificazione da parte di terzi. Egli stesso potrà quindi progettare, modificare o costruire ex novo i propri apparecchi entro le specifiche tecniche assegnate dal Ministero. Ottenuta quindi la dovuta abilitazione (patente) con il superamento degli esami, se non sussistono elementi pregiudizievoli sulla persona, è possibile ottenere dallo stesso Ministero l’autorizzazione a trasmettere (una volta chiamata Licenza; ora Autorizzazione). La stazione che in questo modo si è autorizzati ad impiantare ed a esercitare (diversamente il solo possesso costituirebbe reato) è identificata in tutto il mondo in maniera univoca da un nominativo. Il nominativo è unico al mondo viene assegnata dal Ministero delle Comunicazioni ed identifica la stazione alla stessa stregua di tutte le altre stazioni radio (tranne le emittenti di radiodiffusione non americane). Il CB, o per meglio dire, l’utilizzatore della “banda cittadina” (CB) è un semplice utente di apparecchi trasmittenti operanti su quella banda di frequenza, limitati in potenza, nelle possibili scelte circa le antenne ad essi collegabili, necessariamente omologati e pertanto non modificabili. Scopo dell’attività è quella di comunicare con un’altra postazione distante da poche centinaia di metri a qualche chilometro o spesso, tali apparecchi, vengono impiegati per scambiare quattro chiacchiere con altri utenti per lo più sconosciuti. Il nome o nikname è di pura fantasia e deriva dal fatto che solo in tempi relativamente recenti l’impiego di tali ricetrasmittenti è stato regolamentato e pertanto reso possibile; nel passato ciascun operatore nascondeva la propria reale identità dietro tali noni di fantasia. Oggi quella banda è occupata quasi esclusivamente da camionisti e camperisti, ma nel passato è stata largamente popolata anche da sani appassionati che per poter sperimentare in questo campo e soddisfare la loro sete di conoscenza, sono poi passati all’attività radioamatoriale. Un’ulteriore attività è quella dei SWL (Short Wave listener, ascoltatori su onde corte e dei BCL (BroadCast Listener, ascoltatori di emittenti internazionali, le Broadcasting) che si limitano all’ascolto. Insieme ai cosiddetti DXer (appassionati dell’ascolto di stazioni lontane, dall’espressione radioamatoriale DX, “distanza sconosciuta”), queste ultime due attività riguardano più precisamente l’hobby del radioascolto  molto affine a quello del radioamatore. Il radioascoltatore tende però a utilizzare apparati riceventi in grado di sintonizzarsi sulle emittenti in onde corte, medie e su tutte le altre gamme di frequenze in cui particolari condizioni propagative permettono ai segnali radio di percorrere distanze eccezionali.

Il nominativo
Il nominativo del radioamatore è una “sigla” composta da lettere e numeri assegnata dal Ministero delle Comunicazioni. Il nominativo è divisibile in due parti: il prefisso ed il suffisso.

Esempio: IK1TZO
Il prefisso è IK1, il suffisso è TZO.

Il prefisso è sempre composto da due sezioni, una prima parte composta da una o più lettere ed un numero che indica la zona postale all’interno della nazione.

Il suffisso è un insieme di lettere (almeno un carattere) che identifica univocamente il radioamatore.

Nel caso di IK1TZO, il significato è: IK nominativo italiano, 1 la zona italiana che nell’esempio in questione appartiene al Piemonte , TZO le tre lettere che assieme al prefisso identificano il radioamatore.

I nominativi italiani sono progressivi, ad esempio per Piemonte, Valle d’Aosta  e Liguria  sono stati assegnati i nominativi a partire da I1AAA fino a I1ZZZ. Per l’Italia, il numero per i radioamatori è generalmente in relazione con il C.A.P.  (Codice di Avviamento Postale): molto più specificamente il numero è la prima cifra del Codice di Avviamento Postale

Attualmente in Italia vi sono diverse tipologie di prefissi, infatti non è difficile ascoltare radioamatori il cui nominativo è I1, IK1, IZ1, IW1. Le prime 3 serie contraddistinguevano i radioamatori che hanno conseguito la patente di classe A, mentre IW indicava quelli con patente di classe B. Tale differenza è stata abrograta DECRETO 21 luglio 2005 Modifiche all’allegato 26 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, concernente l’adeguamento della normativa tecnica relativa all’esercizio della attivita’ radioamatoriale. (GU n. 196 del 24-8-2005) che predispone l’unificazione delle patenti radioamatoriali In origine i radioamatori, quando ancora il loro numero non era così elevato, erano contraddistinti da nominativi cortissimi (come 1AU, 3EX, ecc.). Alla fine degli anni ‘30 si giunse ad una regolamentazione su base piu’ razionale: in Italia erano contraddistinti dal prefisso I1 e due lettere di suffisso, diventate succesivamente tre all’inizio degli anni ‘50. Con il passare del tempo e l’aumentare delle richieste di nominativi, sono stati suddivisi per regioni (in funzione del Codice di Avviamento Postale): ad esempio I1 (Piemonte), I2 (Lombardia), I3 (Veneto), I4 (Emilia Romagna), I5 (Toscana), …. ecc. La continua richiesta ha generato poi la necessità di ricodificare anche i nominativi su scala regionale quando si è raggiunto il nominativo ZZZ e quindi il Ministero ha pensato di aggiungere al prefisso già esistente Ix anche con IKx e poi IZx: cio’ vuol dire che nella zona 1, per esempio, si possono trovare: I1ABC, IK1ABC, IZ1ABC e, nella categoria licenze speciali, IW1ABC.

Inoltre:
Le regioni a statuto speciale  hanno un loro prefisso peculiare:

·        IX Valle d’Aosta

·        IN Trentino-Alto-Adige

·        IV Friuli-Venezia Giulia

·        IS Sardegna

·        IT Sicilia

 Nominativi speciali sono assegnati anche ad isole e/o arcipelaghi:·        IA5 Isole tirreniche della Toscana (Capraia, Cerboli, Elba, Formica di Burano, Formiche di Grosseto, Giannutri, Giglio, Gorgona, Montecristo, Pianosa, Scoglio d’Africa) ·        IB0 Isole tirreniche del Lazio (Palmarola, Ponza, Scoglio della Botte, Santo Stefano, Ventotene, Zanone)
·        IC8 Isole tirreniche della Campania, della Calabria e della provincia di Potenza (Capri, Ischia, Li Galli, Procida, Vivara)

·        ID9 Isole Eolie (Alicudi, Basiluzzo, Filicudi, Formiche, Lipari, Lisca Bianca, Panarea, Salina, San Pietro a Canna, Stromboli, Strombolicchio, Vulcano, Dino)
·        IE9 Isola di Ustica

·        IF9 Isole Egadi (Asinelli, Favignana, La Formica, Levanzo, Maraone, Marettimo) ·        IG9 Isole Pelagie (Lampedusa, Lampione, Linosa)
·        IH9 Isola di Pantelleria

·        IJ7 Isole ioniche della Puglia e della provincia di Matera (Arcipelago delle Cheradi)

·        IJ8 Isole ioniche della Calabria

·        IJ9 Isole minori della Sicilia nel Mar Ionio

·        IL3 Isole adriatiche del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia

·        IL4 Isole adriatiche dell’Emilia-Romagna

·        IL6 Isole adriatiche delle Marche e dell’Abruzzo

·        IL7 Isole adriatiche della Puglia (Isole Tremiti: Caprara, Pianosa, San Domino, San Nicola)
·        IL8 Isole adriatiche del Molise

·        IM0 Isole minori della Sardegna (Asinara, Bisce, Budelli, Carbonara, Caparra, Cavoli, Corcelli, Cretacci, Foradada, Il Catalano, Il Toro, Il Vitello, La Maddalena, La Vacca, Mal di Ventre, Molara, Mortorio, Nibani, Ogliastra, Pan di Zucchero, Piana, Qirra, Razzoli, Rossa, Ruglia, Sant’Antioco, San Pietro, San Macario, Santa Maria, Serpentara, Soffi, Spargi, Su Giiuseu, Tavolara)
·        IP1 Isole della Liguria

oppure per particolari scopi:

·        IQ Sezioni delle associazioni dei radioamatori legalmente costituite (di fatto assegnato anche a Comitati Regionali e Gruppi).

·        IR Stazioni ripetitrici automatiche non presidiate.

·        II, IO, IP, IR, IU, IY Manifestazioni o eventi di particolare importanza, limitatamente alla durata dell’evento.
Una modifica al decreto legislativo n. 259 del Ministero delle Comunicazioni del  1 agosto 2003,  pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale il 24 agosto 2005, sancisce in 3 punti l’equiparazione delle due classi in un unica classe A, e il mantenimento dei nominativi della classe speciale, salvo esplicita richiesta.

Le bande operative
I radioamatori possono operare su bande dello spettro radio ben precise. Le bande sono allocate in HF, VHF, UHF ed SHF, secondo il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, o PNRF, redatto dal Ministero delle Comunicazioni, su indicazioni dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU o UIT).

LF
Le LF, o onde lunghe, comprendono le frequenze da 30 a 300 kHz. In questo intervallo è stata assegnata da qualche anno una banda, molto interessante per le sperimentazioni sulla propagazione e sulla quale si può trasmettere con la potenza massima di 1 Watt ERP:

2200m 135,7 – 137,8 kHz

MF
Le MF, o onde medie, comprendono le frequenze da 300 kHz a 3 MHz. In questa gamma è assegnata ai radioamatori la seguente gamma:

160m 1,830 – 1,850 MHz

HF
Le HF, o onde corte, comprendono le frequenze da 3 a 30 MHz. In questo intervallo di frequenze ci sono le seguenti bande:

80m   3,500 –  3,800 MHz 40m   7,000 –  7,100 MHz 30m  10,100 – 10,150 MHz 20m  14,000 – 14,350 MHz 17m  18,068 – 18,168 MHz 15m  21,000 – 21,450 MHz 12m  24,890 – 24,990 MHz 10m  28,000 – 29,700 MHz

VHF
Le VHF comprendono le frequenze da 30 MHz a 300 MHz. Le bande per i radioamatori sono:

6m   50 –  51 MHz  2m  144 – 146 MHz

UHF
Le UHF comprendono le frequenze da 300 MHz a 3 GHz. Le bande radioamatoriali in UHF sono:

70cm   430 –  434 MHz          435 –  438 MHz 23cm  1240 – 1245 MHz         1268 – 1298 MHz 13cm  2300 – 2450 MHz

SHF
Le SHF vanno da 3 GHz a 30 GHz e le bande assegnate al servizio di radioamatore sono:

6cm  5,65 –  5,67 GHz        5,76 –  5,77 GHz       5,83 –  5,85 GHz  3cm 10,30 – 10,50 GHz 12mm 24,00 – 24,05 GHz

EHF
Le EHF vanno da 30 GHz a 300 GHz e sono per ora usate solo per una sporadica attività di sperimentazione molto avanzata. Le bande assegnate ai radioamatori sono le seguenti:

6mm  47,0 –  47,2 GHz  4mm  76,0 –  81,0 GHz  3mm 122,5 – 123,0 GHz    2mm 134,0 – 141,0 GHz  1mm 241,0 – 250,0 GHz

Le modalità di trasmissione
I radioamatori possono trasmettere voce e dati, modulando in vari modi l’onda portante, cioè l’oscillazione elettromagnetica ad alta frequenza che si propaga nello spazio. Di seguito sono elencati i principali modi in uso.

CW
Sta per Continuous Wave ed è in pratica la trasmissione di dati telegrafici attraverso l’uso del codice Morse. Si emette solo l’onda portante e solo quando il tasto è premuto. E’ stato il primo metodo utilizzato per comunicare via radio, vista la sua semplicità. Anche se in alcuni settori il Morse è in via di dismissione, sostituito da metodi digitali più moderni, i radioamatori lo utilizzano ancora su tutte le bande, perché l’ottima riconoscibilità del segnale permette collegamenti spesso impossibili con altri metodi, a parità di condizioni di propagazione.

AM
Significa Amplitude Modulation, cioè modulazione di ampiezza ed è il modo più semplice per trasmettere la voce via radio. I radioamatori non la usano più ormai da qualche decennio, avendola sostituita con la SSB o con la FM (vedi seguito).

SSB
La sigla sta per Single Side Band e consiste nel trasmettere solo una delle due bande laterali risultanti dalla modulazione AM. I vantaggi rispetto a quest’ultima sono dati dal dimezzamento della banda passante, assenza di emissione quando non si parla, potenza quadrupla a parità di componenti e migliore sensibilità in ricezione. E’ il modo preferito dai radioamatori per trasmettere la voce a grande distanza. Visto che le bande laterali sono due, a seconda che si trasmetta quella inferiore o superiore si hanno i due modi LSB (lower side band) oppure USB (upper side band). Per motivi storici i radioamatori utilizzano la LSB al di sotto dei 10 MHz e la USB al di sopra di questa soglia.

FM
La sigla sta per Frequency Modulation e significa modulazione di frequenza. E’ un modo per trasmettere la voce che supera molti dei limiti della AM. Il segnale è dato da una portante continua, la cui frequenza devia seguendo l’ampiezza della voce. Il vantaggio principale rispetto alla AM è dato dalla ottima immunità ai disturbi, sia naturali che artificiali ed è inoltre possibile amplificare il segnale senza mantenere la linearità dell’ampiezza, dunque con circuiti più semplici ed efficienti. Visto che è basato su un’ampiezza costante, questo metodo non è però adatto alle condizioni di propagazione sulle lunghe distanze, per cui i radioamatori lo usano solo sulle bande di frequenza superiore ai 30 MHz, per comunicazioni in ambito locale.

Modi digitali
Negli ultimi anni, grazie all’applicazione dell’informatica alla comunicazione radio, sono nati molti nuovi modi di comunicazione, basati sulla variazione di tutti i parametri di una portante: ampiezza, frequenza e fase. Solo il primo di questi metodi, la RTTY, è usato da alcuni decenni.

RTTY
La Radio Tele TYpe, o telescrivente via radio, consiste nel trasmettere due portanti ravvicinate, una delle quali codifica lo 0 e l’altra l’1 binario. La velocità usata dai radioamatori è molto bassa (circa 45 bit al secondo), perché il segnale deve propagarsi in condizioni di estrema variabilità. Il codice usato è di solito il Baudot, a 5 bit.

AMTOR
Sta per AMateur Teletype Over Radio ed è un miglioramento del modo RTTY. Trasmesso in genere a 100 bps, contiene sia codici di controllo errore che, nella modalità ARQ, lo scambio continuo di segnali di avvenuta ricezione. Più di recente sono nati modi ancora più ottimizzati per la trasmissione di dati via radio, successori dell’Amtor, come ad esempio il Pactor ed il Clover.

Packet
E’ utilizzato sia nelle HF (a 300 bit al secondo) che nelle frequenze superiori (a 1200 o 9600 bps). I dati binari sono inviati in pacchetti e si usa per gestire BBS o nodi di comunicazione di vario genere.

PSK31
Consiste nel modificare la fase della portante (Phase Shift Keying) a velocità molto bassa (circa 31 bps). Esiste sia nel modo a due fasi (BPSK) che a quattro fasi (QPSK) ed anche a velocità doppia (PSK63). E’ un modo molto robusto, destinato alle conversazioni a lunga distanza, ma non adatto al trasferimento di file.

Feld-Hell
Sviluppato negli anni ‘20 del 900 in Germania, dal prof. Rudolf Hell, fu poi utilizzato nelle macchine telescriventi dell’esercito tedesco. Oggi si usa con programmi via computer ed è un modo che in effetti non si può definire digitale, perché è formato da una emissione simile al CW, temporizzata in modo da disegnare nel ricevitore la forma dei caratteri trasmessi. Questa caratteristica rende questo modo molto robusto, perché spesso l’occhio umano riesce a cogliere la forma di un carattere in mezzo ai disturbi, anche se appena abbozzato.

MFSK
Sta per Multiple Frequency Shift Keying. E’ un pratica un po’ come la RTTY, solo che invece di due portanti se ne usano 8 o 16 o un altro numero, mai piccolo. In questo modo ogni impulso trasporta più di 1 bit e la maggiore velocità può essere usata a favore della rapidità di trasmissione, oppure per rendere più robusto lo scambio dei messaggi. Esiste una vasta gamma di modi, all’interno della famiglia MFSK.

MT63
Modo molto recente ed avanzato che, attraverso l’uso di molte portanti in parallelo, trasmette in modo robusto un segnale di discreta velocità attraverso il canale audio di larghezza di banda non superiore ai 2,4 kHz. Un altro metodo simile, sempre di sviluppo recente, è il modo Olivia.

La radio e l’antenna
Per poter trasmettere sulle frequenze radioamatoriali, è necessario un apparato radio adeguato. La radio è collegata ad un’antenna di dimensioni inversamente proporzionali alla frequenza utilizzata.

Le antenne più utilizzate sono, per esempio, il dipolo, la Yagi, o ancora la Loop.

Le antenne innanzi tutto si distinguono in direttive e omnidirezionali. Le prime permettono di amplificare il segnale di diverse unità, in gergo tecnico si parla di guadagno espresso in decibel (dB). Un esempio di queste prime sono le antenne che abbiamo sul tetto per ricevere il segnale televisivo. Sono puntate verso una sola direzione e amplificano un segnale molto debole.

Le antenne omnidirezionali, invece, hanno il vantaggio di ricevere più segnali (provenienti da più parti) ottenendo un guadagno comunque sufficiente. Un esempio può essere l’antennina dei telefoni cellulari.

La frequenza su cui si trasmette determina la lunghezza d’onda. In fisica è la λ. È calcolabile facendo tale divisione: 300.000 (km/s = velocità della luce) diviso la frequenza sulla quale si vuole trasmettere: 900.000 KHz (pari a 900 MHz, una delle frequenze usate dai telefoni cellulari).

In questo caso la lunghezza d’onda è di 0,33m. Pari a 33 cm.

La comunicazione tra i radioamatori
I radioamatori usano la radio per comunicazioni tecniche. Non è permesso scambiare opinioni politiche, religiose e commerciali. Possono essere scambiate opinioni personali e specialmente pareri tecnici. Durante il collegamento vengono scambiati dei rapporti, composti da numeri, che identificano principalmente la qualità del segnale ricevuto e della modulazione. Nei modi digitali (RTTY, PSK, CW) il rapporto è composto da tre numeri, etichettati come RST (R=”readability” intelleggibilità, S=”strength” intensità, T=”tone” tono) con i quali si fa conoscere al corrispondente la qualità della sua emissione. In fonia (SSB, FM, AM) il rapporto è composto da due numeri, cioè RS. Al termine della comunicazione è norma compilare il log di stazione, un diario obbligatorio, sul quale vengono elencati i collegamenti effettuati. In un secondo tempo vengono compilate le cartoline QSL.

La cartolina QSL
La cartolina QSL è una cartolina personale, normalmente composta da un’immagine o fotografia, con sovrastampato il nominativo della propria stazione, ed i dati essenziali del collegamento effettuato. Una tipica QSL da spedire conterrà il nominativo, per esempio IK4OOO, i dati del collegamento effettuato, ossia la banda, (ad esempio 20m), il modo (ad esempio 2x SSB), la data e l’ora, unitamente al rapporto dato al corrispondente. Le cartoline QSL sono non soltanto una cortesia, cioè una conferma del collegamento avvenuto, ma diventano utili per l’ottenimento di un diploma. A tal fine è molto importante far precedere al modo di emissione l’indicazione “ 2x “, ovvero che il collegamento è stato bilaterale. Solo così le QSL sono valide per conseguire eventuali diplomi. Nell’attività di SWL (Short Wave Listener) la QSL serve a certificare l’avvenuto ascolto (ricezione) di un collegamento bilaterale (QSO) tra due (o più) radioamatori. In questo caso l’SWL invierà la QSL ad entrambe i radioamatori ascoltati fornendo i dati relativi al QSO, quali nominativi, data, orario, rapporti RST, banda, nomi, condizioni di ascolto ecc. È quindi doveroso da parte dei radioamatori ascoltati rispondere allo SWL con QSL di conferma che permettano il conseguimento dei diplomi.

I diplomi
Molte associazioni radioamatoriali mondiali rilasciano dei diplomi, cioè degli attestati, a dimostrazione del raggiungimento di un certo numero di collegamenti con un certo numero di referenze. Il diploma più importante, ricercato dalla maggioranza dei radioamatori, è il DXCC (DX Century Club) istituito nel lontano 1935 dall’ARRL, l’associazione radioamatoriale degli Stati Uniti d’America. Per ottenere questo diploma è necessario dimostrare, tramite le QSL ricevute, di essersi collegati con almeno 100 differenti country, ognuna con la conferma della cartolina. Il country può essere uno stato, ma anche un’isola che disti almeno 100 kilometri dalla terra ferma: in Italia, la Sardegna è un Country, mentre la Sicilia non viene considerata come tale.

Oltre al DXCC, tra i numerosi altri diplomi esistenti sono molto seguiti il diploma delle isole mondiali (IOTA, cioè Island On The Air), il diploma delle 40 zone in cui è diviso il mondo (WAZ).

Solar Terrestrial Data

•19 marzo, 2008 • Lascia un commento

22IR/0 French Guyana

•19 marzo, 2008 • Lascia un commento

E’ attiva dal 20-02-2008 sino al 30-05-2008 22IR/0 (French Guyana)

Il QSL manager è 14IR101 Cano Didier 10 Rue de Vassieux – Valence – 26000 – France